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La FIGC cambia le regole: niente blocco, si può fare mercato usando le riserve di utili

Dalla prossima sessione di mercato non potrà più finire come era successo al Napoli, che si era visto bloccare il mercato a gennaio pur vantando una liquidità - al 30 giugno 2025 - pari a 174 milioni e un patrimonio netto di 190 milioni, con 216 milioni di riserve di utili (poi scese a 195 per coprire la perdita di 21 milioni dell’ultimo esercizio).

Il Consiglio Federale ha accolto le proposte della Lega Calcio Serie A, modificando il titolo VI delle NOIF. La norma in questione riguarda il "costo del lavoro allargato", cioè il rapporto tra i ricavi (compresi i proventi netti del player trading) e le spese della prima squadra (stipendi, ammortamenti dei cartellini, commissioni degli agenti).

Le società che sforano il "costo del lavoro allargato" potranno coprire l’eccedenza, oltre che attraverso apporti dei soci o cessioni pro soluto di crediti da calciomercato o contratti tv, anche utilizzando le riserve di utili, "se distribuibili ai soci nel rispetto della normativa vigente, contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie al 31 marzo o al 30 settembre, previa delibera dell’assemblea dei soci di apposizione di un vincolo di indisponibilità e quantificazione dell’importo da utilizzare".

I club che superano la soglia del 70% (si era partiti dall’80%) non potranno operare liberamente sul mercato: hanno l’obbligo del saldo zero tra acquisti e cessioni, con il rischio di subire un blocco totale nella sessione successiva in caso di ulteriore peggioramento. 

Oltre al Napoli, l'altra società di A ad aver sforato il parametro, il Pisa, aveva sanato la situazione con una ricapitalizzazione per evitare il blocco.

DeLa ha convinto tutti

Dopo lo stop forzato, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva invocato un cambio delle regole, anche perché il club campano non era teoricamente in "rosso" ma solamente penalizzato dalla norma.

Tutti gli altri top club di A erano d’accordo in linea di principio, non su una correzione immediata ma futura. In particolare, Inter, Juventus e Roma si erano astenute, mentre il Milan aveva votato contro. Niente unanimità e dunque nessun avallo da parte della FIGC. 

Come spiegato da La Gazzetta dello Sport, entro il 31 maggio le società dovranno presentare alla Commissione indipendente voluta dal Governo (che ha sostituito la COVISOC) la documentazione ai fini dei controlli che faranno testo per il mercato estivo. Le voci relative al "costo del lavoro allargato" dovranno riferirsi ai prospetti intermedi al 31 marzo. 

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